Prendiamo spunto da questo post di Webnews, in cui si annuncia la pubblicazione del documento di ispirazione europea, che finalmente delinea le professionalità del web ed inizia a fornire linee guida individuabili che definiscano quali e quante professionalità siano richieste dal mondo IT e della comunicazone digitale.

All’interno del documento sono stati individuati 21 profili dell’Information Technology, corrispondenti all’agenda digitale europea. Fortunatamente questa volta in Italia ci siamo mossi con tempestività, visto che non sempre il nostro paese sa essere ai primi posti quando si tratta di innovazione digitale e tecnologica, o di web.

Il documento è stato stilato dalla sezione italiana dell’IWA/HWG, associazione internazionale dei professionisti del Web, e la lista segue le direttive CEN in materia di Generation 3 (G3) European ICT Profiles,  mostra le modalità di utilizzo dei profili da parte di imprenditori, manager IT o responsabili risorse umane, che così avranno un’idea chiara di quali sono le competenze ed i requisiti necessari per svolgere queste attività. L’elenco può essere utile anche a studenti e persone in fase di formazione, avere un quadro chiaro delle competenze da acquisire può aiutare fortemente a definire i propri obiettivi formativi.

Come effetto collaterale si spera inoltre che il lavoro nell’IT e nella Comunicazione Digitale riesca a guadagnare dignità, soprattutto agli occhi retrogradi del tessuto aziendale italiano.
Speriamo quindi che l’ufficializzazione di queste professionalità, da un lato permetta a persone competenti di emergere e dall’altro riduca sensibilmente il numero di improvvisati che si lanciano nell’IT, soprattutto nel marketing online, senza basi, danneggiando la reputazione di chi si lavora con serietà e competenza in questi ambiti.

Basterà un documento ufficiale a far cambiare una mentalità? Noi lo speriamo e pubblichiamo i link a tutte le descrizioni dei profili:

 
Il documento di partenza è il 16458:2012 (European ICT Professional Profiles) della Commissione Europea per la Standardizzazione.

QUI potete trovare il Comunicato Stampa Ufficiale, di cui riportiamo un passaggio importante:  

 

“…Ora è necessario continuare
nell’opera di aggiornamento costante dei profili perché se le dinamiche della Rete e del Web sono sempre in movimento ed evoluzione, di pari passo devono evolvere i nostri profili. Si tratta di un lavoro sempre aperto al contributo di chi, in modo attento ed operoso, intende contribuire ad un’attività di normazione del settore del Web.”

 

Pasquale Populizio

Coordinatore del Gruppo del Web Skills Profiles e vice presidente di IWA Italy 

 
Credete che questo documento possa essere un concreto passo avanti nel consolidamento delle professionalità digitali?
Cambierà il modo in cui sono percepiti i professionisti del Web e dell’IT?
 
Fateci conoscere la vostra opinione o esperienza in un commento, parliamone per crescere e per affrontare meglio queste sfide!

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  • Conosco il progetto (al quale partecipa anche il mio amico Diego La Monica) e lo trovo estremamente interessante: basta coi generatori di qualifiche casuali della new economy. È ora di qualificare anche le nostre professioni e standardizzare un pochino il modo di chiamarci.

    Ma io cosa sono però?

    • Grazie Andrea per il commento.
      Trovo molto interessanti le divisioni, ma si vede che sono di ispirazione Europea, nord Europea direi. Forse certi confini sono troppo netti, o per lo meno ciascuno di noi ricopre più ruoli… tu quale senti più vicino?

    • tu sei un FrontEnd web developer 🙂

  • direi che è carta straccia nel nostro paese.
    Fatti un giro su linkedin, il 90% dei profili non ha nessuna delle diciture che hai elencato.

    Vogliamo entrare nel merito della PA, dove *teoricamente* dovrebbe avere prima applicazione? Al dirigente di turno non frega assolutamente nulla che ci sia una regolamentazione dii questo tipo, perchè ciò che conta è che l’Ente, quindi la società che ha chiuso il contratto di consulenza, quindi le N società che a pioggia ricevono soldi su quella specifica figura professionale, facciano il maggior margine possibile.

    Vogliamo entrare nel merito degli aspetti sindacali? La categoria sindacale sotto cui sono riconosciuti tutti quelli che lavorano nell’IT è il metalmeccanico e le 3 sigle sindacali osteggiano da anni l’ingresso di una nuova sigla che “faccia rispettare” (notare il virgolettato) i diritti dei lavoratori di questo mercato.

    In conclusione, direi che è un documento molto bello teoricamente, ma come già le regole di pagamento a 60gg (mai rispettate in Italia), resterà tale, cioè carta straccia

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