Cos’è che rende così efficace L’Ambient Marketing? Le città sono ambienti in cui tutto viene scandito da semafori, vigili, segnaletica… in sostanza, in cui ogni movimento vuole essere regolamentato in virtù di una ipotetica efficienza. Allo stesso tempo sono piene di informazioni, per tutti gli elementi vengono ricercati standard, per renderli riconoscibili, come i cartelli luminosi delle farmacie, o le insegne. Il più famoso esempio è il palo a spirale che un tempo campeggiava fuori da ogni negozio di barbiere, era un’icona più che un cartello.

Ecco quindi che insinuandosi tra le pieghe della città, rompendo qualche schema, si riesce a portare un’immagine laddove l’occhio non se l’aspetterebbe, facendo scattare la curiosità che fa soffermare sulla nota apparentemente stonata, ma in realtà solo più squillante. Quindi l’occhio viene colpito, il cervello registra l’anomalia e cerca di analizzarla, regalando all’advertising (o “stunt” nel caso di Guerrilla) in questione una attenzione superiore, perchè ragionata… L’ambien marketing è spesso un piccolo gesto, mirato all’attivazione di neuroni, a far fare uno sforzo attivo al target per comprendere il messaggio. Il tentativo di comprendere cosa si sta guardando abbassa quelle naturali difese che abbiamo ormai eretto contro l’onnipresente pubblicità. Lo stesso vale per il Guerrilla Marketing, quelle piccole azioni di “disturbo” che vanno a modificare in modo inaspettato degli elementi della nostra quotodianità. In cosa si differenziano Ambient Marketing e Guerrilla Marketing? L’Ambient va a modificare l’ambiente che vediamo, davanti cui passiamo, che ci fa da contorno, Guerrilla va a modificare la nostra interazione con l’ambiente, toccando cose con cui noi interagiamo e che richiede una attiva azione per andare ad analizzare ed eventualmente rimuovere il “disturbo”, per reagire all’imboscata di guerrilla marketing che ci viene tesa. Anche nel caso del Guerrilla Marketing si gioca sulla curiosità e nel far dire “e cosa ci fa questa cosa qui?”

 

Guerrilla ed Ambient sono campagne di branding che sfruttano marketing emozionale. Comunicano come primissimo valore del marchio la capacità di portare l’emozione della sopresa, la capacità di stupire i propri clienti con i risultati. Questa emozione sarà ambasciatrice del messaggio portato dall’elemento della campagna, brevi informazioni e spesso rimandi a più strutturati siti web. Spesso si rivela vincente associare a queste azioni una forte Call to Action.

 

La particolarità dell’azione e lo stupore per essere stati così avvicinati dal brand, contribuiscono ad aumentare l’efficacia della Call to Action, soprattutto se il supporto tramite il quale è stata veicolata la campagna è una sorta di coupon che permette al target di avere qualche vantaggio. Infine, molto importante, l’effetto memoria. Un’emozione viene ricordata più di una informazione, quindi se volete essere ricordati stupite, sorprendete e spiazzate…

 

A presto.. (images courtesy of: Inspire me now)

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