Il 31 dicembre rappresenta da sempre un giorno particolare: da un lato ci si guarda indietro , cercando di analizzare e ricordare come abbiamo trascorso l’anno che ci lasciamo alle spalle. D’altro canto è anche il momento in cui si guarda avanti, all’anno che ci aspetta, riempiendoci il cuore e l’anima di aspettative, sogni e progetti da realizzare.

Mi ha sempre colpito questo giorno, un pò come il Natale, perchè è il momento in cui più di tutti mi sento circondato da tanto, troppo buonismo spesso ingiustificato; essendo stato sempre molto critico verso me stesso e quello che faccio, spesso il rischio in cui incorro è quello di sembrare il classico “guasta feste”. Per questo motivo non starò qui a decantare le lodi di Evermind e di tutto quello che abbiammo fatto o i successi che abbiamo raggiunto.

Di certo, però, c’è che la scelta, fatta oramai 4 anni fa di abbandonare un percorso lavorativo “stabile” in favore un’avventura nuova, è una di quelle decisioni da sliding doors che rifarei altre mille volte. Perchè mi permette non solo di fare ciò che mi piace, non solo di perseguire ed inseguire, quindi stimolare constamente, le mie passioni finanche quelle più intime. Soprattutto perchè mi dà la possibilità di conoscere tante persone nuove, nuovi modi di vedere la vita, personale e professionale.

Ed e’ questo il più grande arricchimento che Evermind mi ha donato nel 2015, ed è per questo che buon anno lo voglio dire a tutti i professionisti del network, quelle persone che quotidianamente hanno speso anche solo un minuto dedicandolo al gruppo, dedicandolo agli altri. Senza di loro oggi non saremmo qui a sognare e progettare il nostro 2016.

E’ stato un anno particolare, fatto di alti e bassi, scelte giuste e tante altre sbagliate, ma d’altronde è solo partendo dai propri errori che possiamo ambire a fare meglio. E’ stato un anno fatto di delusioni ed arricchimento.

Abbiamo deciso di fermarci e concentrarci su di noi, sulla qualità della nostra vita perchè siamo certi di poter fare azienda in modo diverso da quello che tutti dicono, certi di non doverci concentrare eccessivamente sull’aspetto economico, sul profitto, sul business, sul fatturato che deve per forza di cose essere sempre costantemente in crescita. Piuttosto, rivalutiamo i nostri valori fondanti, i nostri bisogni primari, che sono fatti di rapporti human-to-human, di relazioni.

Da qui siamo ripartiti, organizzando la prima edizione del Festival dell’Ospitalità a Reggio Calabria e , pensandoci bene, è stato giusto farlo nella provincia che secondo il sole 24 ore è l’ultima tra gli ultimi in una classifica che guarda a tanti indicatori economici e poco all’aspetto umano. L’abbiamo voluto organizzare nella nostra terra di provenienza per una forma di responsabilità verso il territorio ed anche perchè una tappa fondamentale di questo lungo viaggio è anche di mettere a fattor comune le esperienze che abbiamo fatto e continuiamo a fare in giro per il mondo.

Voglio augurare buon anno anche a tutte le realtà che a vario titolo hanno creduto in noi; professionisti che hanno investito in Evermind, aziende con le quali abbiamo iniziato un percorso intrigante ed innovativo, persone che hanno avviato una nuova sfida imprenditoriale con idee nuove e stimolanti.

Ma buon anno, permettimi, voglio augurarlo in particolar modo a Danilo, Domenico, Nunzia, Vale ed Isa perchè mi sopportano tutti i giorni, perchè fanno parte di quella strettissima cerchia di persone che vanno oltre la semplice amicizia. Con alcune persone si crea sin da subito una magia particolare e quando passo del tempo con loro, l’energia che mi trasmettono è qualcosa di unico.

Voglio augurarvi buon 2016 con queste parole:

 

Che le cose siano così, non vuol dire che debbano andare così. Solo che, quando si tratta di rimboccarsi le maniche e incominciare a cambiare, vi è un prezzo da pagare, ed è allora che la stragrande maggioranza preferisce lamentarsi piuttosto che fare

(Giovanni Falcone)

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Cercando l'impossibile, l'uomo ha sempre realizzato e conosciuto il possibile, e coloro che si sono saggiamente limitati a ciò che sembrava possibile non sono mai avanzati di un sol passo.

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