E’ da molto tempo che desideravo iniziare a scrivere una serie di articoli che andassero a mescolare tra di loro molte delle attività che portiamo avanti in Evermind; quale migliore occasione di un tardo sabato mattina di lavoro? 🙂

Lo spunto è stato un incontro al Talent Garden di Cosenza con Domenico ed Anna Laura Orrico (ed un terzo ragazzo che mi perdonerà ma non ricordo assolutamente il suo nome).

L’idea è di presentarvi un progetto di gamification al quale stiamo lavorando con tutto lo staff di Evermind. Obiettivo: portare i concetti propri della ludicizzazione dei processi interni ed esterni della gestione di un hotel o, genericamente, di una struttura di ricezione turistica.

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Prima di poter entrare nel dettaglio, bisogna chiarire alcuni concetti importanti: cos’è la UX Design ? Cos’è la gamification? Cos’è la metodologia Agile? Questi tre concetti rappresentano allo stesso tempo il core business di Evermind e la sua metodologia di lavoro, per cui è fondamentale esplicitarli per contestualizzare correttamente tutto il progetto.

La user experiece (UX) sta progressivamente riscuotendo sempre più successo ed attenzione soprattutto in ambiente Enterprise, sebbene ci sia parecchia confusione sul suo reale significato. Non è mia intenzione coniare nuove definizioni, voglio solo cercare di spiegare cosa rappresenta il tema della UX Design, cercando di mettere a fattor comune le esperienze lavorative di questi ultimi anni.

Per esempio, alcuni obiettivi cui bisogna tendere sono la definizione della struttura dell’informazione, capire, progettare e realizzare uno o più percorsi che consentano agli utenti di manipolare i dati, gestire i contenuti, con estrema semplicità; oppure ancora riuscire a comunicare correttamente le diverse possibilità e funzionalità che l’utente ha a sua disposizione.

Per me, la UX Design, cioè lo studio e la progettazione delle varie interfacce grafiche che compongono un progetto web based, devono rispondere a 3 domande

Quali sono le caratteristiche da rispettare?

Ogni fase progettuale deve rispettare ben definite caratteristiche, la UX Design non ne è esente. Peter Mornville, uno dei pionieri di questa branca, ha creato un diagramma per illustrare i diversi aspetti di cui consta la UX Design:

  • Utile
  • Utilizzabile
  • Attraente
  • Ritrovabile
  • Accessibile
  • Credibile
  • Prezioso

Quindi, la UX Design non è solo disegnare grafiche belle ed accattivanti, è molto di più. E’ un processo di creazione di interfacce grafiche user-centric; forse è proprio questa la vera innovazione, non porre più al centro esclusivamente le specifiche del cliente (o del progetto), bensì perchè, cosa e come gli utenti possono eseguire determinate funzionalità.

Chi sono gli utenti?

Questa è sicuramente la fase più complessa per portare a termine correttamente il task di UX Design. Non è facile intuire l’aspetto psicologico degli utenti che andranno ad usare la nostra web application, o il nostro sito web; un altro aspetto da tenere in considerazione è che spesso esistono diverse tipologie di utenti (da profilare) con diverse skills e quindi capacità di intuire le reali funzionalità che mettiamo loro a disposizione.

L’approccio del Lean Startup potrebbe essere una delle strade da percorrere per rispondere a questa domanda: sondaggi, interviste, questionari sono alcuni degli strumenti che consiglio di utilizzare per ottenere un feedback dai nostri utenti. 

Quali sono le aspettative?

La buona riuscita di un progetto non può prescindere da quelle che sono le esigenze di mercato, le tensioni di mercato che hai individuato.

Il progetto deve rispettare queste aspettative.

Se poi riusciamo ad aggiungere alcuni extra, sicuramente faremo ancora più felici i nostri utenti.

Un esempio pratico è il PMS (Property Management System), lo strumento che tutti gli hotel dovrebbero utilizzare. L’aspettativa di base è che il software consenta di gestire il ciclo di vita dell’ospite all’interno dell’Hotel. Un extra interessante potrebbe essere quello di fornire la possibilità di gestire la rubrica telefonica in modo strutturato. Questo consentirebbe allo staff di un hotel di recuperare velocemente tutti i numeri di telefono dei proprio fornitori, piuttosto che dei manutentori.

Sembrerebbe poca roba, ma posso garantirvi che è una micro-funzionalità che potrebbe davvero fare felici molti. 

Conclusioni

In questo primo articolo ho affrontato il tema della UX Design, cercando di dare quella che è la mia interpretazione di questo task di progetto. Ho cercato di evidenziare la responsabilità di progettare correttamente interfacce grafiche, responsabilità che va ben oltre il realizzare qualcosa di figo, di accattivante, di bello.

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Il paradigma da cui partire non è tanto disegnare UX, ma disegnare per la UX.

Nel prossimo articolo parlerò di diverse metodologie di lavoro molto note nel mondo dello sviluppo, ma ancora abbastanza sconosciute e di difficile applicazione in un contesto come quello della UX Design, dove ancora troppo spesso tutto è profondamente sbilanciato verso la creatività pura.

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Cercando l'impossibile, l'uomo ha sempre realizzato e conosciuto il possibile, e coloro che si sono saggiamente limitati a ciò che sembrava possibile non sono mai avanzati di un sol passo.

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