In questo articolo di Tom Fishburne si parla di quanto sia possibile estendere un brand. Può un brand estendersi in qualsiasi settore merceologico? Purtroppo non esiste una risposta che sia adatta a tutti i brand. Abbiamo esempi differenti come la Virgin, la Apple e la Levi’s.

Virgin ha compagnie aeree, bibite, operatore telefonico, radio, eppure mantiene un’integrità del marchio, questo le è consentito perchè il brand Virgin rappresenta un Lifestyle, quindi lo stile di vita si può adattare a varie situazioni, è come aggiungere l’ingrediente segreto a diverse ricette anche molto diverse tra loro. Apple è concentrata sul mondo dell’elettronica di consumo. Anche la mela ha un suo Lifestyle associato ai prodotti, ma la forte connotazione derivata dalle sue innovazioni tecnologiche farebbe fatica a plasmarsi su altre situazioni. Immaginate una bibita Apple? A parte il succo di mela che potrebbe vendere? Ciononostante i device prodotti sono diversi tra loro, Smartphone, Tablet, Stereo, Computer sono diverse declinazioni di quanto disponibile nel mondo tecnologico. L’ampiezza della visione Apple viene quindi estesa a tutto il vasto mondo tecnologico, ma non cambia nicchia. Non ci sono (per ora) le iMagliette. Levi’s infine lavora su una nicchia ancora più stretta, abbigliamento casual e denim. Quindi non spazia su tutti i generi, non ci sono completi da matrimonio della Levi’s (anche se potrebbero avere un loro fascino). Cosa ci dice questo di Levi’s? Che la nicchia scelta è più ristretta di quella dei due precedenti esempi, ma la riempe, la satura e ne diventa il detentore o comunque il punto di riferimento del settore, andando ad intercettare un preciso target, conquistandolo con la qualità e la dedizione. La dedizione è una cosa molto importante, il consumatore riconosce il tempo dedicato ad un prodotto, fino ad riconoscergli di essere un benchmark:  “Eh ma quel marchio, per i jeans, è una sicurezza” Quindi quanto può spaziare un brand? Può spaziare, io credo, fin dove il proprio concetto diventa declinabile. Virgin, che fa della vita da rockstar la sua “brand attitude“, può applicare un comportamento a situazioni differenti in cui si vivono dei prodotti. Volare da Rockstar, telefonare da Rockstar. Apple riuscirebbe a portare la propria “brand attitude” su un aereo? Su un gestore telefonico? E che bibita potrebbe servirci la Levi’s? In conclusione, per capire dove il proprio brand può andare bisogna prima capirne la psicologia. Ed è quello che stiamo facendo, psicanalizzandoci.

A titolo di esempio vorrei portare il nostro approccio. Noi non ci stiamo concentrando su Realizzare Siti Web, Realizzare Piattaforme di E-Commerce o Sviluppo Software. Ci stiamo concentrando sull’essere, degli incubatori di idee. Evermind intende essere un lugo in cui coltivare progetti e svilupparli. Quindi se anche oggi siamo concentrati sul web è solo perchè in questo momento è l’aspetto che stiamo curando maggiormente. Ma il nostro obbiettivo è di essere acceleratori di progetti, quindi avere la “brand attitude” di aiutare gli innovatori ed essere ricordati per questo. E domani l’innovazione potrebbe passare chissà dove.

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