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The game will save the world!

Senza dubbio, la nostra generazione eredita un’idea (ma soprattutto una situazione) sul lavoro decisamente negativa. 

Comunemente pensiamo che lavoro sia: 

  1. Noioso e quindi poco stimolante
  2. Un dovere necessario per guadagnarci da vivere
  3. Un’attività in cui non ci identifichiamo e non esprimiamo noi stessi
  4. Un’attività che non ci realizza e non ci fa sentire utili
  5. Un modo per soddisfare le aspettative di qualcun’altro
  6. Un’attività che ci logora
  7. Un qualcosa che percepiamo come perdita di tempo
  8. Un mondo di critiche e giudizi dove si ha paura di sbagliare
  9. Qualcosa che non corrisponde a quello che ci piacerebbe fare
  10. Un’azione senza un riscontro diretto delle proprie fatiche

Allora noi ci siamo posti una domanda: come trasformare il lavoro in qualcosa che ci piace, che ci diverte e che magari ci rende anche più efficienti?

La risposta è stata quella di lavorare giocando.

 
Noi abbiamo scelto di giocare!
 
Perché il gioco?
 
  1. Perché il gioco è una modo per superare i propri limiti fino a scoprire capacità e qualità nascoste. Basti pensare a cosa siamo in grado di fare pur di superare un livello di un video-gioco. Applicarsi e superarsi diventa facile e naturale.
  2. Perché il gioco è nel DNA dell’uomo sin dai tempi antichi. Basti pensare che nell’antica Grecia, durante i periodi di carestia, i giochi (come i dadi, la palla, gli astragali) erano utilizzati come espedienti per ingannare la fame e regalare momenti di gioia e distrazione alle persone. 
  3. Perché siamo la Gaming Genearation che ha scelto il gaming come prima forma di intrattenimento. I nati dalla fine degli anni 70 e agli inizi degli anni 80 in poi presentano un forte distacco nei modi, nei stili, nel comportamento rispetto alle generazione dei padri e dei nonni: multitasking, comunicazione digitale, propensione goal-oriented, essere premiati per partecipare, costante bisogno di essere motivati, risposte immediate.
  4. Ogni settimana nel mondo spendiamo 3 miliardi di ore giocando  con tablet, smartphone, computer, console.
  5. I bambini nascono già immersi nel mondo del gioco. C’è già chi usa con successo nelle scuole elementari il gioco come strumento di insegnamento. Funziona perché i giochi sono spazi sicuri dove esercitare nuove capacità superando i propri limiti illusori.
  6. Perché chi lavora giocando è più felice e rilassato.
  7. Perché i giochi sono spazi di possibilità dove si acquisiscono competenze e si risolvono problemi.
  8. Perché il gioco sviluppa il concetto di valore/azione e di comunità.

Inoltre:

 

TUTTI I SISTEMI NEUROLOGICI E FISIOLOGICI  CHE STANNO ALLA BASE DELLA FELICITA’(SISTEMA DELL’ATTENZIONE, CENTRO DELLA GRATIFICAZIONE, I SISTEMI DELLA MOTIVAZIONE, I CENTRI DELLE EMOZIONI E DELLA MEMORIA) SONO PIENAMENTE ATTIVATI NELL’ATTIVITA’ DEL GIOCO.

…DI COLPO DIVENTA BIOLOGICAMENTE POSSIBILE AVERE PENSIERI POSITIVI, STRINGERE CONNESSIONI SOCIALI, MIGLIORARE I NOSTRI PUNTI DI FORZA PERSONALI, SUPERARE I NOSTRI LIMITI. CONDIZIONIAMO ATTIVAMENTE I NOSTRI CORPI E LE NOSTRE MENTI AD ESSERE PIU’ FELICI.

DA «LA REALTA’ IN GIOCO» DI JANE MC GONIGAL

Il segreto del gioco sta nel lavorare su qualcosa che premia tutti, che dia un valore aggiunto a tutti. Abbiamo bisogno degli altri che rincorrono un obiettivo comune in modo da poter riflettere su scala più grande la nostra singola azione.

Ma non è tutto. Quello su cui voglio porre l’accento è la grandezza del significato dell’azione collettiva, nell’essere consapevoli che la somma delle azioni dei singoli individui può creare una macro azione unica che non è una semplice somma matematica ma una moltiplicazione di energie.

L’obiettivo diventa così qualcosa di più grande, è una visione, un obiettivo epico. 

 

Per quanto riguarda il futuro il tuo compito non è vederlo ma renderlo possibile (Saint Euxpery).

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