Qualche giorno fa mi è stato chiesto, da un cliente (tramite un’agenzia di comunicazione per la quale siamo fornitori) di inserire una splash page sul loro sito, per veicolare gli auguri natalizi. Le splash page sono un vecchio strumento del web pre 2.0, ahimè tuttora molto in voga tra i possessori di siti web. Il loro fine principale è quello di veicolare un messaggio, ad esempio un disclaimer, un auguro natalizio (come nel caso del cliente in esame), o ancora la selezione della lingua con la quale si vuole che vengano fruiti i contenuti sul sito.

In linea generale, credo di poter scrivere che gli utenti odiano le splash page, quantomeno i navigatori degli ultimi 5/6 anni. Le odiano perchè le ritengono un’inutile perdita di tempo, oltre che un ostacolo all’obiettivo finale della navigazione, cioè leggere contenuti. Da un punto di vista tecnico, poi, la situazione è anche peggiore: non è solo un problema di perdita di credibilità, ma anche e soprattutto un problema di posizionamento. Considerato che le pagine che insistono più in alto nella gerarchia della sitemap del sito, sono anche quelle meglio indicizzate sia da Google che dagli altri motori di ricerca, ne discende che l’utilizzo delle splash page sicuramente non aiuta se si vogliono raggiungere buoni risultati in ottica SEO.

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Cercando l'impossibile, l'uomo ha sempre realizzato e conosciuto il possibile, e coloro che si sono saggiamente limitati a ciò che sembrava possibile non sono mai avanzati di un sol passo.

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