Da ieri gira in rete una “pratica” sul web marketing ed in particolar modo sulla modalità di usare i social media “correttamente”.

Analizziamo meglio i fatti:

Partita dell’italia contro l’Uruguay [In breve]

Gioco lento, Italia affaticata, Uruguay aggressiva.

Suarez (giocatore dell’Uruguay) in un contrasto con Chiellini

Suarez dà un morso a Chiellini. Lamentele. 

Uruguay segna. Partita finita. Italia fuori dal mondiale.

Questo è quello che tutti ricorderanno. (Brand Positionig)

Ora passiamo alle reazioni online:

Il social media manager di McDonald’s Uruguay decide di uscire con questo post:

 

 

A seguire, il social media manager nostrano per Barilla decide di usare questa frase ad “effetto”:

 

 

 

Sempre restando su twitter, il social media manager di Snickers decide di usare questo post 

 

 

 

 

Ora provo a spiegare la differenza tra generare Buzz tramite i Social Media e fare Social Media Marketing (Leggi commento dentro il post di facebook cliccando “altro” )

 

 

 

Volendo fare una similitudine, ecco la differenza tra quello generato dai brand sopra citati e quello che invece ritengo sia un’azione molto più strutturata semanticamente e sicuramente più efficace delle altre, pur utilizzando la stessa tecnica: 

 

 

 

Questo post è differente metodologicamente dagli altri per 3 motivi:

1) C’è stato un prologo, una costruzione narrativa, basata su aspettative, promesse e sfida.

2 )Pone l’attenzione sul Brand senza essere fuori dal contesto in cui opera il brand (Brand Positioning)

3) Usa un testimonial che rappresenta, pur senza parlare, il Brand in tutti gli aspetti semantici che si porta dietro. 

A questo punto il post su una piattaforma Social diventa “solo” la ciliegina sulla torta.

A prescindere dal numero di like, di retweets o di commenti, quello che conta è l’autorevolezza della fonte, la persona che trasmette il messaggio ed il destinatario.

In termini di probabilità, coinvolgimento online e potenzialità di affezione ad un brand che interagisce online, volete mettere sulla stessa bilancia l’acquirente medio di una pasta del supermercato con un utente che usa profilattici?

p.s.

A proposito di buzz, ecco alcuni commenti estratti dai “geniali” post citati precedentemente:

 

 

 

 

 

Saper fare Social Media Marketing, nello specifico, essere un Social Media Manager non significa saper utilizzare gli strumenti, saper essere ironici e divertenti, per quello c’è il circo, i bar di periferia, le piazze dove fare cabaret, significa molto più semplicemente avere un piano di azione ben strutturato, saper avere capacità analitica ed una propensione all’analisi sociologica.

Generare buzz senza portare introiti commerciali significa “giocare” senza concludere, e se io dovessi far gestire il mio Brand su piattaforme social a gente che sa fare divertire senza concludere mi girerebbero abbastanza.

Per dimostrare la tendenza del web a sposare la causa dell’autorevolezza dei dati ed abbandonare la tendenza a favorire “i volumi di traffico”, ecco cosa combina Google per le ricerche correlate:

suarez huruguay Uruguay Italia SERP

 

Tu cosa preferisci, Buzz o Brand Positioning?

 

 

 

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