Tutte le aziende dovrebbero avere una propria web series.

Il motivo è semplice. Questa è l’epoca del trionfo dell’immagine, delle connessioni di tutti con tutti, del superamento dei vecchi cliché.  Il logo, lo spot pubblicitario, la vecchia consuetudine di conoscere un’azienda per quello che fa e non per quello che è, giunge oggi alla sua conclusione.

Rivogliamo l’Essere! L’azienda viva con un cuore che pulsa grazie ai suoi dipendenti, i dirigenti, gli inservienti. Questo non si è mai visto. Perché si dovrebbe vedere?

Per tante ragioni. Innanzitutto la trasparenza. Va’ cosi di moda richiederla in politica. E cosa c’e di più politico di tutte quelle aziende che, lavorando per noi, entrano nelle nostre case, contribuendo in modo decisivo al miglioramento o peggioramento delle nostre vite?

Banderas e la famiglia felice non sono la verità. Il disegnatore della busta dei pan di stelle si. Chi è? Boh! Sarebbe bello saperlo e magari seguirlo durante una sua giornata di lavoro, conoscere la sua storia e quella dei suoi colleghi.

Perché un’azienda che apre le sue porte è un’azienda più bella.

Nell’epoca dell’immagine non resta che togliere le maschere. E poi, il gioco. È frustrante far parte di un’azienda e non esistere. Essere un numero. Se invece entra in ballo il gioco le cose cambiano.

Già da molto tempo all’interno delle aziende sono presenti numerosi calciobalilla, tavoli da ping pong ecc. Perché? Perché il dipendente si esprime al meglio se non resta frustrato nella sua condizione di lavoratore passivo seppur nella sua attività.

Creare una web series aziendale, quindi, fa bene a tutti.

Fa bene al capo dell’azienda perché il raccontarsi attraverso video virali, senza barriere, è la migliore forma per dimostrare la propria esistenza (non la propria presenza…).

Fa bene ai dipendenti, perché, sentendosi per la prima volta veramente protagonisti, riusciranno a tirar fuori il meglio delle loro capacità, creando per se stessi prima che per gli altri.

Fa bene al cliente, al pubblico, al tuo target, al consumatore, perché di certo sarà preferibile affidarsi ad un’azienda “vera”, in grado di raccontare la propria storia, piuttosto che nascondersi nella banalità di un vuoto prodotto già finito e consumato.

Tempo fa mi occupai della produzione di un documentario sui 50 anni della “cera di Cupra”. Non era una web series. Però, a far da filo conduttore al racconto di mezzo secolo di lotta alle rughe, c’era lei, il capo azienda.

Ed essendo lei nipote di quel farmacista che inventò la crema antirughe, tutto diventava, come dire? Familiare!

Dopo aver realizzato e guardato quel documentario, ogni volta che vedo la pubblicità della Cera di Cupra mi sento a casa, quasi vorrei acquistarla.

Per fortuna ancora di rughe non ne ho e di soldi nemmeno, quindi la cera dovrà aspettare. Nel frattempo sarei molto curioso di sapere che fine hanno fatto le persone che lavorano per quell’azienda, di quale prodotto si stanno occupando, come vanno le vendite, cosa stanno creando o sviluppando. Purtroppo non lo saprò mai o forse dovrò aspettare che nasca una web series per saperlo.

Attraverso i loro racconti e le loro storie, potrei continuare a sentirli vicini. Sempre se riusciranno a convincermi che il loro è un mondo che vale, un mondo di cui vorrei fare parte. 

Perché l’azienda non è il prodotto finale, l’azienda è l’inizio.

Quello della web series  è decisamente un cambio di prospettiva. Una rivoluzione del cambiamento. Uno stravolgimento del senso comune. Una diversa visione del mondo e della propria identità.

Da qualche parte si dovrà pur iniziare. E il miglior punto di partenza, dovresti saperlo, è sempre fare le cose in prima persona. Il punto di partenza per questo stravolgimento del senso comune sei tu.

Si.

Tu.

Vuoi cambiare prospettiva?

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