Quante volte vi siete scontrati con un sito web, in cerca di informazioni, e vi siete dovuti rassegnare al cercare altrove?

Chi di voi non si è mai trovato nella situazione di dover telefonare per prenotare un volo o un biglietto del treno, perché il sito della compagnia di viaggio era mal funzionante o poco chiaro e difficile da usare?

Personalmente a me è capitato troppe volte. Non riuscire a trovare informazioni utili, o non riuscire a portare a termine un acquisto a causa di un sito web mal progettato, mi ha spinto a voler dare qualche spunto di riflessione per quanti, tutt’oggi, non si curano dell’usabilità.

Un luogo comune diffuso fa credere che realizzare un sito web, oggigiorno, sia un gioco da ragazzi. Tecnicamente potrebbe anche essere vero. Mettere su un sito con uno qualsiasi dei servizi che esistono online non porta via più di un paio di ore. Ma far si che quel sito funzioni e sia un punto di forza della vostra attività commerciale, è tutt’altra cosa.

Un portale progettato male può rivelarsi il tallone d’Achille della vostra attività commerciale.

Esiste una semplice regola universale che si applica al web, e a maggior ragione ai siti online di vendita: se il cliente non trova quello che cerca entro 3 click passerà al sito successivo.

La regola dei 3 click esiste dall’alba dei tempi del web, tempi nei quali la scarsa velocità di connessione imponeva ai progettisti e ai designers di realizzare siti web che fossero facilmente fruibili. A tal proposito sono nate una serie di convenzioni che esistono tuttora e che regolano il web così come lo conosciamo. La disposizione degli elementi nello spazio, la posizione del logo, le voci di menù, la formattazione del testo, finanche la dimensione dei caratteri; tutto si è evoluto affinché l’esperienza online fosse la più piacevole possibile.

> Quali sono le cose più elementari da tenere a mente?

Dopo 30 secondi l’utente medio si stanca e cambia aria. 
È come per la regola dei 3 click. Se dopo questo lasso di tempo la pagina non ha terminato il suo caricamento, l’utente medio andrà a pascolare per altre praterie (a meno che non abbia necessità di interagire con il vostro sito, in quel caso sarà disposto a perderci ore intere, è vero, ma voi farete una pessima figura). 

Quindi è fondamentale saper ottimizzare il sito affinché il peso totale non faccia rallentare il caricamento (a tal proposito torna utile un tutorial su come ottimizzare le immagini per il web, scritto qualche tempo fa).

La Home è home in tutto il mondo

Uno degli errori più grossolani è quello di pensare che l’utente medio comprenda, a primo acchitto, il significato delle vostre voci di menù. Home, chi siamo, prodotti, sono voci di menu chiare e che rendono subito l’idea dei contenuti di una data pagina.

Se avete un’agenzia immobiliare, ad esempio, vi verrà voglia di usare la voce “in piazza” per l’area del blog. Userete magari “le nostre stanze” al posto del “chi siamo” e forse  altre aree della casa per descrivere altrettante zone del sito. Ma l’utente medio dovrà fare click su ogni singola voce per capire a cosa portano, e dopo la seconda volta sarà sparito alla ricerca di un sito più diretto e meglio gestito.

Anche la posizione del menù è fondamentale. Ormai siamo abituai a vederlo sempre orizzontale in alto, con qualche variazione sul tema che lo vuole verticale a sinistra.

Indipendentemente dalla forma, l’importante è che il menu sia nella metà superiore dello schermo. Ovvero, ma vale anche per tutti i contenuti ritenuti importanti, bisogna far si che le informazioni rilevanti siano subito individuabili dall’utente, senza necessità di far scrollare la pagina verso il basso. Fortunatamente le risoluzioni video sempre maggiori hanno permesso di espandere questa area che, quando chi vi scrive ha iniziato a lavorare, era di soli 800x600px (e anche meno, se  contiamo la barra dei menu e le aree riservate al sistema operativo).

> Molliche di pane ma non solo

Non date per scontato che si arrivi al vostro sito sempre e solo dalla pagina principale. Grazie ai motori di ricerca c’è la possibilità che si arrivi direttamente a delle pagine interne. In tal caso, per meglio rendere l’idea del “dove” ci si trova, tornano utili le cosidette briciole di pane.

In alternativa basta rendere chiara la voce di menù della pagina in questione, e mantenere sempre attiva la possibilità di andare alla home.

> E tu come lo vedi?

Una delle cose più fastidiose, inoltre, è la scarsa compatibilità sui diversi browser.

Nessuno vi chiede di far girare perfettamente il sito su Explorer 5, ma almeno che sia coerente e funzionante su tutti i browser degli ultimi anni. Difficilmente vedrete un utente aggiornare, o addirittura cambiare browser per visualizzare correttamente il vostro sito web. La cosa più probabile che farà sarà cambiare sito, con buona pace per i vostri bellissimi prodotti in offerta.

Ma non sono solo i piccoli a incappare in questi errori, anche i grandi ci cascano. Ultimamente sto avendo problemi “gravi” di visualizzazione con il sito di un noto produttore di programmi di grafica e foto ritocco. Tanto gravi che devo telefonare ogni volta che devo fare alcune operazioni che, online, non mi fa gestire.

> Quindi, se pensate che il vostro sito sia usabile, ponetevi queste semplici domande:

  • Dopo il lancio del sito si è verificata una consistente perdita di traffico?
  • I visitatori restano pochi secondi nella home poi vanno via senza visitare le pagine interne?
  • I visitatori non tornano? Le statistiche dicono che nel vostro sito non ci sono visitatori abituali?
  • Nella parte di e-commerce gli acquisti sono scarsi e c’è un forte abbandono del carrello della spesa?

Se avete risposto di si a tutte queste domande allora il vostro sito web è da rivalutare. La maggior parte delle volte, un investimento maggiore in termini di realizzazione del sito, si tramuterà in maggiori guadagni sia in termini di visibilità che in termini economici.

La pura realtà è che un sito web, se ben realizzato, si ripagherà da solo.

Dillo ad un amico

autore

A 5 anni ho fatto un ritratto a matita di mio padre. Il mio primo Picasso. Da allora ho sempre tenuto una matita in mano, soppiantata adesso, da una penna grafica. Faccio del mio meglio per rendere bello il mondo in cui vivo e ho scelto Evermind per attuare il mio piano diabolico, far sparire il comic sans dalla faccia della terra. Ogni tanto scrivo facts su Chuck Norris e bevo Amaro del Capo

Cosa ne pensi ?

Scrivici per avere informazioni sui nostri servizi
o per entrare a far parte del network di smart worker di Evermind