Se parliamo della tecnologia dei QR Code, non c’è un salto concettuale innovativo da lasciare a bocca aperta. E’ l’evoluzione dei codici a barre. Ma di questo ne ho già parlato qui. L’evoluzione comunicativa portata da questi piccoli quadratini bianchi e neri invece è di portata rivoluzionaria e crea nuovi collegamenti nel mondo rendento la realtà… ipertestuale.

Il mondo ipertestuale Siamo abituati, navigando, a cliccare sui vari collegamenti che troviamo all’interno delle pagine che visitiamo per estendere la nostra fruizione del contenuto e trovare quanto vi sia collegato. Ormai la web-alfabetizzazione è così diffusa che questo è divenuto un modo piuttosto comune di interagire con l’informazione, quasi scontato. In più, la diffusione vastissima degli smartphone rende questa pratica attuabile anche in mobilità.  

 

Alla domanda: “Si può cogliere la grande possibilità di fornire contenuto contestualizzato, portandolo direttamente nelle mani dello spettatore/target/consumatore?”

 

La risposta, chiaramente, è “si!”

Ecco quindi che questi piccoli codici, inventati in Giappone per gestire i magazzini, sono diventati dei link posti su oggetti fisici. Un QrCode posto su un oggetto ne trasforma interamente il senso, rendendolo una porta tramite cui passare per accedere a tutto quello che dietro è stato approntato.  Se si vuole approfondire quanto ci viene proposto, è sufficiente scannerizzare il codice con un apposito Qr Code Scanner installato sul proprio smartphone e un nuovo percorso si aprirà. La ghiotta opportunità per il Marketing Questo articolo di ninjamarketing mostra solo alcune possibilità di utilizzo dei Qr Codes in campagne di advertising o su oggetti. Ma la realtà è che il limite è solo in chi progetta le campagne, in questo modo è possibile attivare promozioni e interazioni con l’utente basandosi su una piattaforma condivisa, ovvero gli smartphone nelle mani di tutto il pubblico. Se si immagina una campagna di advertising tradizionale, magari tramite cartelloni nella metropolitana, ad esempio, un QrCode potrebbe far aprire direttamente la pagina di iscrizione al concorso, oppure al regolamento. Andando verso situazioni sempre più particolari, campagne virali o di guerrilla marketing potrebbero semplicemente lasciare i codici da scannerizzare, su sticker, su gadget. I più intraprendenti nel pubblico, non solo potrebbero ricevere informazioni, ma addirittura bonus, innescando in questo modo una sorta di caccia al tesoro da scannerizzare. E’ chiaro che l’atto di scannerizzare  deve essere ricompensato da parte di chi l’ha posto. La prospettiva di ottenere qualcosa di esclusivo dovrebbe sempre accompagnare il gesto di scannerizzare un codice. Questo genera un meccanismo virtuoso in cui si invoglia il target ad approfondire i temi delle campagne. Trovando piccoli contenuti esclusivi a ricompensa, un nuovo sfondo per il cellulare. Un buono sconto. Piccoli elementi che però trasmettano il senso di vero valore aggiunto, ricevuto tramite un gesto “attivo” dell’utente.

 

Ripensare l’advertising Quindi diventa chiara la necessità di ripensare l’advertising, che a questo punto deve saper viaggiare su due livelli. Deve mantenere la propria interezza comunicativa, come se il QrCode non esistesse, in modo da catturare l’attenzione e fornire tutta la comunicazione necessaria tramite i propri canali, ma, allo stesso tempo dovrebbe lasciar intendere che c’è molto di più da scoprire, evidenziando il codice, i link da seguire per avere quel di più. Infine deve mantenere la promessa, effettivamente qualcosa allo spettatore divenuto navigatore, deve essere dato, in modo da fidelizzare chi si è avvicinato con genuino interesse. Il feedback ed il CRM Ovviamente esistono anche dei vantaggi tecnici e di misurazione, non più solo quantitativa, del target che abbiamo raggiunto. La misurazione qualitativa arriva se si riesce a costruire con intelligenza e strategia la distribuzione dei codes sugli elementi di advertising. Ipotizziamo di aver inserito in un code non solo il link  per permettere ad uno smartphone di collegarsi al nostro sito web, ma anche un codice che ci faccia sapere da quale dei nostri QRCode è partito il collegamento. Se si fosse predisposta una campagna display nella città sapremmo in quali zone si è avuta maggiore risposta interattiva, deducendo anche la visibilità del cartellone stesso. Allo stesso tempo, se il contenuto aggiuntivo prevede qualcosa da far ottenere all’utente, magari un coupon od uno sconto, che richiede la compilazione di campi con i dati della persona. Si avrà la profilazione di tutti gli utenti che hanno utilizzato il codice. Fatti salvi chiaramente, i diritti di privacy. Se tutto questo non ha fatto suonare il vostro campanello CRM, beh potete sempre contattarci  e studieremo una campagna marketing che saprà sfruttare le caratteristiche vincenti di un QrCode. In ogni caso, la corsa a rendere interattivi gli oggetti o le situazioni, non si ferma… probabilmente un giorno, ad essere interattive, saranno le persone…

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