Nomadi digitali e smart worker, filosofi ed antropologi, scrittori e professionisti esperti di felicità sul lavoro. Tutti insieme abbiamo raccontato le nostre esperienze ai ragazzi del dream team del Giffoni Innovation Hub all’interno del tema “Next Generation”.

Lo dico subito, a scanso di equivoci: devo un’esperienza ad Alberto Mattei e Giovanni Pozza. Quindi grazie!

E’ stata una bellissima giornata di lavoro e confronto, dialogo, fonte di ispirazione, concretizzazione di un percorso che come Evermind abbiamo iniziato otto anni fa.

 

Cos’è il giffoni innovation hub

L’azienda nasce da un’idea di Luca Tesauro, Orazio Maria Di Martino e Roberto Esposito e che opera a braccetto assieme al Giffoni Film Festival, evento rivolto ai giovani oramai consolidato e storicizzato a sufficienza da non dover aggiungere altro.

 

Cos’è il dream team

E’ un gruppo di giovani talenti dell’innovazione digitale, culturale e sociale selezionati da Giffoni Innovation Hub. Provenienti da tutte le parti del mondo, convergendo su Giffoni per lavorare insieme su diverse tematiche con l’obiettivo di creare progetti da proporre a grandi aziende e/o soggetti istituzionali.

Abbiamo incontrato giovani proattivi, già predisposti al prendere decisioni, intervenire e confrontarsi su tematiche innovative; tematiche che non così semplicemente , ahimè, si vede siano il centro di incontri di questo tipo.

La mia generazione – quella degli anni 80 – non ha avuto queste opportunità. Quanto sarebbe stato bello poter avere un contatto diretto con chi fa azienda o con chi ha una visione diversa ed innovativa, che con costanza e passione la porta avanti per divulgarla il più possibile. Sarebbe stata una bellissima occasione per poter aprire il nostro punto di vista al confronto, non adagiandoci su ciò che ci veniva insegnato durante il nostro percorso di crescita.

E’ quindi bello poter partecipare a questi momenti, perché dal confronto e dalla crescita tutti quanti possiamo attivamente contribuire alla costruzione della società del futuro.

 

Cos’è il nomadismo digitale

Il portale nomadidigitali.it lo racconta bene , per cui prendo in prestito le parole di Alberto Mattei, che puoi leggere anche nel manifesto ufficiale:

“Siamo mobili, creativi, indipendenti.

Grazie alla Rete siamo liberi di viaggiare e lavorare ovunque,

ridisegnando la nostra vita in base alle nostre reali passioni ed interessi”.

 

La bella sfida portata avanti da Alberto e Giovanni durante questo incontro, molto ben strutturato ed organizzato, è stato quello di chiedersi (e chiederci) se la tematica del nomadismo digitale, della felicità sul lavoro e dello smart working (che non è il “lavorare da remoto”, piuttosto una vera e propria filosofia di vita, anche lavorativa che puoi approfondire qui, nell’articolo dove si parla del Manifesto di Evermind) possano rappresentare una nuova prospettiva di ripopolamento e di sviluppo socio-economico sostenibile per i nostri borghi.

 

Cosa si è detto

Non hai partecipato all’evento? Peccato, perché come ho scritto all’inizio è stata un’esperienza unica.

Siamo partiti dalla visione antropologica e dall’impatto che hanno i fenomeni legati al nomadismo digitale. Questi renderanno progressivamente sempre più liquida la società in cui viviamo; è importante affrontare questo tema perché la lista delle voci da spuntare è lunghissima. Pensiamo ad esempio a tutte le figure professionali che progressivamente scompariranno o si trasformeranno in altro. Oppure ancora ai diritti dei lavoratori che, inevitabilmente, dovranno evolversi. E’ quindi dalla ricerca e l’analisi di quanto sta già avvenendo che dobbiamo partire per poter attivamente contribuire ad un futuro diverso.

 

Evermind lo fa sin dalla sua nascita: otto anni fa abbiamo immaginato di fare azienda in Italia in modo diverso. Il nostro centro di gravità sono le persone, i professionisti, attorno a cui si snoda una visione di futuro ben precisa: People inspiring future.

Un futuro dove la vera ricchezza non è più data dall’accastare in modo compulsivo proprietà materiale o soldi; il futuro che stiamo contribuendo a costruire ha la sua vera ricchezza nel tempo che possiamo gestire in assoluta libertà. Lo facciamo lavorando nel posto che scegliamo come nostra casa. Per questo abbiamo sposato con passione l’idea di Roberta di dare vita, con Home for Creativity, ad un sistema di coliving diffuso al cui interno si possano mescolare e condividere spazi abitativi e lavorativi.

Portiamo avanti l’idea di un’azienda orizzontale e liquidi allo stesso tempo, dove non esiste più il concetto di “capo” nè di luogo fisico (ufficio) o orari lavorativi. Esiste un mondo basato sulle passioni di ogni singolo professionista; siamo tutti sullo stesso livello e tutti , proattivamente, contribuiamo alle linee strategiche dell’azienda.

Il modello di azienda piramidale è sorpassato. Non parliamo più di controllo e supervisione, bensì di fiducia e trasparenza. Abbiamo completa fiducia nel professionista e siamo trasparenti: ad esempio, tutti sanno quanto produce l’azienda, come spende i suoi soldi e lo facciamo grazie a poche regole chiare e condivise da tutti. Inoltre, basta con il dover mettere in copia tutto l’universo mondo, il professionista è libero di inserire in copia chi ha davvero interesse ad esserlo 🙂

L’obiettivo non è quello di arricchire i soci, bensì di redistribuire la ricchezzza economica tra tutti i professionisti – in modo più equo possibile. Condividiamo le nostre esperienze e le nostre conoscenze, così che ognuno contribuisca attivamente alla crescita professionale degli altri.

 

( Foto concesse da Giffoni Innovation Hub )

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Cercando l'impossibile, l'uomo ha sempre realizzato e conosciuto il possibile, e coloro che si sono saggiamente limitati a ciò che sembrava possibile non sono mai avanzati di un sol passo.

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