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Un viaggio lento, prima in aereo verso Roma , po in treno verso Foligno, attraverso gli incantevoli territori del centro Italia, quello che mi ha portato oggi a partecipare all’evento di presentazione ufficiale del progetto “Polline” – storie che volano lontano – turismo di comunità.

Mettici l’entusiasmo incontaminato e genuino di tutti i ragazzi che hanno partecipato alle varie attività di questi mesi, ragazzi giovani di un Istituto Tecnico commerciale Scarpellini, la cui preside è certamente da annoverare tra le mosche bianche che popolano questo paese.

Mettici i tanti ragazzi della cooperativa promotrice del progetto , coadiuvati da Angelo Carchidi anni di progettazione culturale e di festival di rigenerazione urbana a Rosarno e dintorni; mettici la location, il palazzo Trinci di FolignoPalazzoTrinci001 che ti catapulta, con la sua bellezza nel quattrocento italiano fatto di comuni e stato Pontificio.

Tutto questo ha contribuito a generare “Polline”, un progetto di turismo di comunità che pur essendo un’idea agli albori, lascia intravedere grandissime potenzialità.

Lo ammetto , l’Umbria la conosco molto poco – sono stato ad Orvieto in passato, per la passione di viaggiare dei miei genitori, che da piccoli hanno portato me e mia sorella in tantissimi posti in Italia. Ed il non conoscere l’Umbria, è una gravissima pecca.

Ho visto, ascoltato e sentito dentro di me tantissime storie e racconti di vecchie tradizioni, arti e vecchi mestieri come quella del fabbro, i mosaici ed i resti di epoca romana. Qual è l’aspetto bello e , se vogliamo, sconvolgente? Che questi racconti, presentati dagli alunni dell’istituto tecnico, sono stati realizzati grazie agli amministratori locali: Foligno, Montefalco, Gualdo Cattaneo, Sellano, Bevagna, Trevi, Spello, Nocera Umbra, Valtopina – questi i comuni che hanno aderito all’iniziativa, questi i giovani amministratori (assessori al turismo e vicesindaci) che con una grandissima passione ed amore per il territorio, mi hanno fatto letteralmente innamorare dell’Umbria.

Tanto che è stato irresistibile , non ho potuto non prenotare un weekend in Umbria per il mese di Febbraio – sarebbe stato folle non lasciarsi trascinare da così tanta energia positiva.

Il raccontare la II edizione del Festival dell’Ospitalità è stato solo un corollario, a sintesi di tutti questi interventi. Ma la sensazione forte che ho provato è stata come vedere concretizzato il lavoro di mesi – una bellissima esperienza!

Certo, c’è tantissimo da lavorare. Soprattutto sul piano digitale , dove tutto ciò che ho ascoltato stamattina non fuoriesce in modo così netto e tale da portare i suoi frutti concreti sul territorio.

Parto un po’ con la tristezza nel cuore per aver lasciato un bellissimo pezzo d’Italia, ma altrettanto sicuro che oggi ho vissuto (ed in piccolissima parte spero contribuito) la prima posa di una pietra miliare per la rivalutazione in chiave di ospitalità di un territorio fantastico.

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Cercando l'impossibile, l'uomo ha sempre realizzato e conosciuto il possibile, e coloro che si sono saggiamente limitati a ciò che sembrava possibile non sono mai avanzati di un sol passo.

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