Lavorare come smart worker ti consente di essere libero, gestendo in autonomia il tuo tempo lavorativo. Questo è , certamente, l’obiettivo più grande che possiamo aspirare di raggiungere in un periodo fatto di incertezze e crisi.

Durante l’ultima edizione del Festival dell’Ospitalità abbiamo avuto l’onore (e l’ardire) di invitare il fondatore della community Nomadi Digitali italiani (quelli che girano il mondo lavorando ovunque grazie a Internet): Alberto Mattei. Ci ha raccontato di un sogno e di come il nomadismo digitale sia una frontiera che, in alcuni luoghi del mondo, è diventata già realtà de facto.

Smart working e nomadismo digitale sono due fenomeni prima di tutto sociali che camminano a braccetto; lo fanno velocemente, mutando forma di continuo, ma lasciando inalterata la sostanza di base: la voglia di essere liberi, lavorando sulle proprie passioni ed interagendo con territori e punti di vista tra di loro diversi.

L’intervento di Alberto, così dirompente nel dimostrare che il sogno può essere realtà se lo si vuole, ha generato tante domande e curiosità. A me ha fatto fare un salto indietro a quando Evermind era ancora solo una “vocina” che mi diceva qualcosa che non riuscivo a comprendere.

Ingabbiato dalle ore lavorative, aspettavo il Natale per tornare in Calabria per incontrare la famiglia ed amici che erano (e sono) sparsi un po’ ovunque per esigenze lavorative. Sia i ponti che il mese di agosto erano la meta da raggiungere per fare una vacanza che mi consentisse di evadere. Il PC ed il cellulare non li volevo nemmeno sentire nominare. E poi, immagino sia successo pure a te: quante volte pur essendo in ferie, vieni chiamato da chi è rimasto in ufficio e ti dici “sarà successa una catastrofe se mi chiamano sapendo che sono in vacanza”, per poi scoprire che era solo una mancanza di fiducia o il non volersi assumere certe responsabilità.

Sei anni fa capii che stavo facendomi le domande sbagliate, che l’uso che facevo degli strumenti digitali era sbagliato perché erano la causa , e non l’effetto, di un’ inafferrabile insoddisfazione interna. Avviai Evermind assieme a Danilo, Domenico e Marco (che poi ha preso altre strade), in primis per far sì che il mio tempo non fosse più dettato dai classici orari lavorativi, quanto dal potermi concentrare sulle mie passioni.

La vacanza diviene viaggio, non un modo per evadere quanto di ispirarmi, incontrare persone e viaggiatori di altre parti del mondo con i quali potersi confrontare sulla quotidianità. Il lavoro non più come mi avevano insegnato negli anni precedenti: che lavorassi quattro o dodici ore al giorno ero e sono io a deciderlo. Ed a fine giornata, la penna non mi cade alle 18 perché finisce il “turno”; la decisione è mia ed il senso di colpa di non aver concluso o portato a termine determinati task non c’è più, perchèé si è invertito il punto di vista sull’attività da condurre.

In estrema sintesi, il più grande successo raggiunto con Evermind non è economico, non è quello di ambire a diventare manager o “qualcuno” nella società, quanto soprattutto poter vivere libero ed a contatto con la natura. La mia vita di oggi è scandita da un’alimentazione frutto di ciò che viene auto-prodotto dall’azienda agricola di famiglia. Il supermercato esiste solo per alcuni, pochi, prodotti trasformati; quando sento che ho necessità di evadere, esco di casa, faccio quattro passi e vado al mare assieme a Nunzia la mia compagna di vita che ha deciso di condividere la scelta di vivere a Nicotera Marina. D’altronde il mare è terapeutico: d’inverno per i suoi colori scuri, la sua maestosità nelle onde impervie; da marzo ad ottobre perché una nuotata è rigenerante, sia per il fisico quanto per la mente.

È stato ed è un percorso lungo; per questo abbiamo deciso assieme a Roberta ed Alberto di organizzare una workation dal 13 al 20 Gennaio 2018 a Montalto Uffugo (CS) presso l’hub di Home for Creativity.

La workation, crasi di work e vacation, è appunto coniugare lavoro e viaggio; vivere un’esperienza , in questo caso di coliving e coworking; racconteremo la nostra esperienza di azienda basata sullo smart working, formeremo sull’uso degli strumenti digitali per potersi proporre in un mercato di certo dinamico, ma che ci consente di essere liberi di governare la nostra vita. Tutto questo con un occhio speciale, perché una parte essenziale sarà il viaggio alla scoperta del territorio calabrese.

 

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Cercando l'impossibile, l'uomo ha sempre realizzato e conosciuto il possibile, e coloro che si sono saggiamente limitati a ciò che sembrava possibile non sono mai avanzati di un sol passo.

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