Ricordo benissimo quel giorno di 10 anni fa: era il 4 novembre 2011.

Con Danilo e Marco siamo partiti da Roma, direzione Paola (CS), ci aspettava il Notaio Matteo Mazzotta (lo stesso che poi recentemente ha contribuito alla trasformazione di Evermind in Società Benefit ).

Lì avremmo poi fondato Evermind insieme a Domenico. Un viaggio d’altri tempi, un viaggio pieno di felicità e tanti sogni. Oggi siamo sicuramente meno giovani, ma di certo altrettanto sognatori e fiduciosi di poter continuare a contribuire attivamente a quell’esigenza di cambiamento che è il motore delle nostre azioni.

Nel corso del tempo, con un percorso di inserimento strutturato, si è poi aggiunto un prezioso compagno di viaggio alla compagine sociale, Biagio, ed è grazie a lui se l’azienda ha fatto il salto verso un modello organizzativo maturo, basato sul lavoro per progetti e sul raggiungimento degli obiettivi.

 

Si è partiti da un’idea folle, quanto ribelle, nella sua semplicità: lasciare liberi i professionisti di gestire il tempo lavorativo in completa autonomia, consapevoli che proprio il tempo è la vera grande ricchezza della nostra epoca.

Guardando indietro, ricordo con un sorriso la prima volta che presentai in pubblico Evermind. Ero insicuro, poco consapevole di tanti aspetti che si sono certamente poi consolidati in questa decade, grazie a tutte quelle persone che, in un modo o nell’altro, hanno lasciato il segno nelle nostre vite. Ricordo lo sguardo sbigottito del pubblico e chi, all’epoca, ci disse che era impossibile creare una realtà come quella che avevano in mente quei quattro ragazzi.

Era impossibile pensare di lavorare da remoto, perchè il lavoro si svolge dentro un ufficio per 40 ore a settimana.

 

Abbiamo scelto di mettere al centro la persona, creando un’economia collaborativa, sostenibile e sviluppando relazioni sociali che, in alcuni casi, hanno a loro volta dato vita a nuove imprese ispirate.

Se vogliamo, è questa la sintesi che ancora oggi caratterizza tutto quello che facciamo, che guida le nostre azioni: lo spirito nobile, la voglia di valorizzare le passioni di tutti i professionisti, consolidando le relazioni umane avendo come orizzonte temporale la felicità. Siamo convinti che la felicità e la creazione di valore vengano prima del fatturato, e che la soddisfazione dei nostri bisogni individuali contribuisca alla creazione di un’ecosistema, inteso come quella virtuosa interconnessione tra aziende, professionisti, territori e comunità, dove il benessere collettivo è al primo posto.

 

L’essere diventati una Società Benefit è il modo migliore di dimostrare la strada che percorreremo nel prossimo futuro; lo abbiamo fatto scegliendo di proteggere la mission aziendale, consolidandola nello Statuto, per far sì che questa sia la strada da perseguire anche per le future generazioni, quelle che governeranno l’azienda.

 

Oggi è un giorno di festa: è un’impresa, nel fare impresa, che un’azienda di prima generazione giunga ai 10 anni di vita. Che lo faccia mantenendo lo spirito iniziale e ben saldi i valori che ci si è dati: la fiducia, la trasparenza, l’ascolto e la responsabilità verso gli altri, beh questo, per me, e credo di poter scrivere anche a nome di tutti i miei compagni di viaggio, è il vero successo.

Non abbiamo mai avuto (né voluto) santi in paradiso, né abbiamo avuto qualcuno che ci guidasse sulla strada del diventare imprenditori. Abbiamo vissuto il fallimento come il punto dal quale partire per non commettere nuovamente gli stessi errori. E di errori ne abbiamo commessi tantissimi.

La voglia di non arrendersi, la dedizione verso il lavoro, il sacrificio e il mettere le esigenze degli altri davanti alle proprie, sono gli insegnamenti che Domenico ha trasmesso a tutti noi, condividendoci il giusto mindset per affrontare ogni sfida con lo spirito giusto.

Abbiamo fatto tante cose belle, collaborando con altrettante persone entusiaste ed entusiasmanti; nel farlo abbiamo dato il nostro piccolo contributo nel far nascere altre imprese ispirate o nell’evolvere l’organizzazione aziendale e le dinamiche collaborative sui territori.

Se ci siamo riusciti è grazie alla politica dei piccoli passi, quella che ci consente di affrontare un viaggio lento in una società che va veloce, molto veloce, con i piedi ben saldi per terra.

 

Il nostro viaggio è costellato di tantissime persone che ci hanno donato qualcosa e alle quali, spero, possa essere rimasto qualcosa del gene Evermind. Da loro, come mi ha scritto recentemente Danilo:

 

Abbiamo compreso che il lavoro è un gioco; che fidarsi e prendersi cura dell’altro rende felici; che la vera ricchezza sono le relazioni; che il fallimento è un’occasione di crescita; che si riceve ciò che si dà; che assumersi la responsabilità alleggerisce la vita dell’altro e valorizza la nostra; che vincere e perdere insieme ha sempre un sapore di vittoria; che siamo una comunità; che a sognare si corre il rischio di realizzare i propri sogni.

 

L’azienda è oggi solida e in forte crescita. Lo scrivo non tanto pensando all’aspetto economico (comunque importante), quanto piuttosto a quello umano. Sento forte la consapevolezza che l’ecosistema creatosi, in modo del tutto naturale, abbia oggi delle radici profonde, legate soprattutto ai territori dove ognuno di noi ha scelto di vivere e lavorare.

Analogamente, sento forte la responsabilità verso tutte le famiglie che ruotano intorno ad Evermind, senza il loro sostegno e il loro supporto, fatto di tanti piccoli gesti, oggi di certo non saremmo qui. Grazie!

 

Non ho mai particolarmente amato scrivere dei trend o di quello che avverrà nel futuro. Sono convinto che dobbiamo essere consapevoli che le azioni di ognuno di noi hanno un impatto forte e importante sulle dinamiche della società nella quale viviamo, dobbiamo essere consapevoli che le risorse e in generale i territori li abbiamo presi in prestito dai nostri figli.

Viviamo nella società della conoscenza, condividerla con gli altri, mettendo a fattor comune risorse materiali e immateriali, dovrà essere la metodologia da applicare in tutte le nostre azioni.

Non dobbiamo farci cannibalizzare dal fatto che tutto intorno a noi sia iper-veloce. Fermiamoci, ogni tanto, per dare il giusto riscontro e merito a ciò che abbiamo di più caro.

Abbiamo di fronte grandi sfide, non sarà facile ma con il sostegno di tutti riusciremo a superarle. Perché innovare non per forza di cose implica un aspetto tecnologico, anzi spesso è vero il contrario.

Da imprenditori, la responsabilità verso i territori e le comunità che ci accolgono e con le quali viviamo e interagiamo, devono costantemente essere il focus da mettere al centro delle nostre future progettualità.

 

È un onore aver contribuito a creare questo percorso. È un onore aver conosciuto persone fantastiche.

Sono entusiasta e curioso di vivere nuove avventure insieme a tutti voi.

Go Evermind!

 

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autore

Cercando l'impossibile, l'uomo ha sempre realizzato e conosciuto il possibile, e coloro che si sono saggiamente limitati a ciò che sembrava possibile non sono mai avanzati di un sol passo.