Migliorare il proprio stile di vita è ambizione di ognuno di noi. È la nostra reazione naturale al cambiamento. Tutti noi cambiamo non restando mai gli stessi, così come il mondo che ci circonda cambia regolarmente. Mentre il cambiamento è una costante e una certezza, il miglioramento no: è una possibilità e dipende esclusivamente da noi.

Nei tempi che viviamo, in ogni angolo del pianeta, stiamo assistendo ad uno stravolgimento repentino delle nostre abitudini, delle nostre condizioni e convinzioni relativamente alla sfera personale e a quella lavorativa.

La modalità e la rapidità con cui si sta verificando questo processo ci sta mettendo a dura prova, ma come ci insegna la metafora dell’aragosta è necessario mutare per crescere e rimuovere la vecchia corazza per lasciare il posto ad un nuovo scheletro più grande.

Ciò che sta avvenendo non è indolore, ma necessario perché evolutivo. Spesso ci sentiamo a disagio, sotto pressione, ma è un passaggio necessario per trasformarci e rispondere al meglio alle nostre esigenze emergenti.

La Metafora dell’Aragosta

Il vecchio guscio, come ci racconta il rabbino A.J. Twersky, sta diventando sempre più stretto e scomodo e l’unica soluzione è liberarcene. La sofferenza, il dolore di abbandonare il vecchio e costruire il nuovo definisce la nostra persona.

Se l’aragosta avesse dei medici a disposizione,probabilmente le darebbero dei farmaci per ‘sedare’ questo malessere, trovando una soluzione immediata che possa far sparire il fastidio e che la illuda di aver risolto il problema senza averlo realmente affrontato. Così facendo, non si libererebbe mai di quello che non va più bene per lei.

Questo vale anche per noi.

L’ultimo anno ci ha offerto l’opportunità di fermarci e riflettere sulle nostre reali priorità e sull’importanza di aspetti che la nostra “vecchia normalità” dava per scontato: la vita, la famiglia, la casa, il contatto fisico, la relazione con l’Altro, il tempo, la nostra quotidianità.

Parallelamente la costrizione nell’adottare nuovi modi di lavorare all’interno delle aziende –  smart working e lavoro da remoto – ha richiesto l’attuazione improvvisa di programmi di change management e l’urgenza di un nuovo mindset a tutti i livelli organizzativi.

Cambiando il modo di lavorare, cambia il nostro modo di vivere e viceversa. Stiamo assistendo ad un salto tecnologico e antropologico della nostra società.

Work-life integration: un approccio olistico

Photo by Ross Sneddon on Unsplash

La natura del lavoro si è decisamente trasformata e nell’ormai classico slogan inglese “Work is not a place, it’s what you do” c’è tutto il senso della rivoluzione che ribalta i concetti di tempo e spazio e dà vita ad un nuovo modo di concepire il lavoro e, quindi, la vita.

Da una parte, sempre più, si fa spazio la consapevolezza di quanto sia importante oggi fare ciò che ci piace e ci rappresenta, sulla base dei nostri valori e degli obiettivi personali a cui aspiriamo. Dall’altra il rapporto tra la nostra sfera privata e quella professionale sta cambiando e tende a fondersi in un’unica esperienza di vita.

L’opposizione e separazione tra vita privata e vita professionale, il bilanciamento tra tempo dedicato al lavoro e tempo dedicato alla vita – punto cardine del work-life balance – risulta sempre meno applicabile risentendo dell’evoluzione stessa dell’uomo e delle nuove modalità lavorative.

La classica giornata lavorativa delle 8 ore di lavoro inizia ad essere superata per molti, soprattutto nelle nuove generazioni che cercano organizzazioni che applicano i principi del lavoro agile e del work-life integration.
Il lavoro agile è approccio organico che permette in modo sinergico di dare uguale tempo e attenzione a tutte le aree della vita di un individuo, senza dovergli fare sacrificare l’una per l’altra: lavoro, casa, famiglia, comunità, benessere personale e salute.

Le aziende stanno iniziando a comprendere sia l’importanza di creare ambienti favorevoli al successo nella vita lavorativa e sia come l’aumento di benessere personale vada di pari passo con l’aumento della produttività.
Adesso il compito delle aziende è, e lo sarà sempre più negli anni, comprendere in pieno questa trasformazione e modellarsi sulle esigenze delle persone, ripensando alla propria employee experience come un percorso integrato nella vita di ogni suo collaboratore.

Un progetto di work-life integration richiede maturità e stretta collaborazione tra azienda e lavoratori, all’interno di un clima di totale fiducia e trasparenza in cui valori, obiettivi, richieste, esigenze sia personali che organizzativi siano soddisfatti.

Tutto consiste nel creare consapevolezza sui comportamenti che supportano o sabotano il risultato desiderato, sia a livello individuale sia organizzativo.

L’equilibrio tra lavoro e vita privata non è più l’unico modo per definire con successo la gestione della vita professionale e personale, poiché ora viviamo la grande occasione di determinare ciò che funziona meglio per noi, senza sentirci più inadeguati rispetto a standard definiti da qualcun altro.

A prescindere dall’etichetta che diamo – che sia work-life balance o work-life integration – ciò che conta di più è che le persone abbiano una chiara idea di cosa vogliano realizzare.

L’ottuplice sentiero per vivere e lavorare smart

Ecco qualche consiglio per cambiare stile di vita abbracciando un modo di lavorare e di vivere più smart. È una questione di forma mentis, di atteggiamento e abilità da sviluppare. Bisogna guardare a sé e al proprio lavoro in modo nuovo, rigenerare le proprie credenze con mentalità aperta.

È un percorso, certamente lungo, il cui successo dipende dal nostro grado di consapevolezza di poter autodeterminare la nostra vita.
Solo così possiamo diventare degli smart worker.

1. Migliora costantemente

 

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L’apprendimento continuo è la via maestra per la crescita personale, professionale e organizzativa perché consente di migliorarci, di contaminare positivamente chi ci circonda e di generare ambienti innovativi e creativi.

Il miglioramento costante è la naturale reazione al cambiamento continuo della vita, la più naturale evoluzione per l’essere umano.
Solo dopo aver migliorato noi stessi, possiamo irradiare il nostro miglioramento verso l’Altro.
Il fine del nostro miglioramento è migliorare il mondo.

2. Cambia l’abitudine di essere te stesso

 

Photo by Joshua Earle on Unsplash

Possiamo trovare il giusto equilibrio prendendoci cura di noi stessi e mettendoci al primo posto. Ricentrare i nostri valori e i nostri bisogni ci consente di mettere nel giusto ordine le priorità della nostra vita. Dare priorità al nostro benessere migliora la qualità di vita e ci aiuta ad affrontare meglio le nostre relazioni e il nostro lavoro.

Tutto ha inizio migliorando la gestione del nostro spazio-tempo, allenando il corpo, la mente e lo spirito, circondandoci di positività e creando abitudini armoniose, sane e equilibrate.

3. Lavora giocando

 

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Lo psicologo Peter Gray definisce il gioco come un’attività creativa svolta consapevolmente in uno stato d’animo attivo in cui si è intrinsecamente motivati. Attraverso il gioco sperimentiamo quella cosa positiva che è l’essere nell’essere, cioè vivere con un significato.

Il lavoro, nella sua condizione migliore, può avere tutte queste caratteristiche rendendoci più umani, più vivi.
Lavorare con passione permette di risvegliarci dal torpore del lavoro meccanico in favore di un lavoro creativo che ci realizza e ci permette di riconnetterci con ciò che è più significativo per noi.

4. Sii aperto e spregiudicato

 

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“Le tue ipotesi sono le tue finestre sul mondo, aprile di tanto in tanto o la luce non entrerà”, scriveva Isaac Asimov, riferendosi all’importanza dell’apertura mentale.

Avere una mentalità aperta ci consente di immaginare in modo spregiudicato le soluzioni più folli e di sfruttare le esperienze, positive o negative, come momenti di crescita che aprono a nuove prospettive.
L’apertura mentale nasce dalla consapevolezza che le nostre convinzioni sono limitanti e che esistono infinite alternative. Avere una mente aperta va di pari passo con l’umiltà intellettuale e apre le porte alla creatività.

5. Non smettere di sognare

 

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Per realizzare grandi cose non è necessario solo agire e pianificare ma sognare e crederci fermamente. Per ottenere buoni risultati dobbiamo pensare in grande e agire nel piccolo. Solo i grandi obiettivi ci motivano, ci spingono ad agire.

La misura del “grande” è rivolto a tutti e non solo a noi stessi. Bisogna dare e non pensare a ricevere.

Quindi, ragioniamo prima sul NOI e con tale consapevolezza, allora, ci focalizzeremo sui nostri obiettivi con un grado di forza molto più elevata in quanto essi incorporano già l’Altro.

6. Condividi la conoscenza

 

La condivisione è lo strumento principale attraverso cui gli essere umani possono evolversi, apprendere, scoprire e dare significato alle cose, aiutandosi a vicenda e collaborando l’uno con l’altro.
La condivisione è l’autostrada per accelerare, favorire e diffondere la conoscenza.

Senza la condivisione, le conoscenze e le scoperte che ognuno di noi fa rimarrebbero sconosciute agli altri e senza alcun valore.
Solo la condivisione di saperi e esperienze consente di cambiare le cose.

7. La disciplina è libertà

 

Ognuno di noi nasce con un talento, delle capacità o delle abilità che ci rendono unici e la nostra unicità è il nostro punto di forza.
Questi “doni” vanno però riconosciuti, allenati, armonizzati, condivisi, con un esercizio continuo che ci porti a manifestarli con semplicità e naturalezza.

La disciplina interiore è l’attenzione quotidiana alla propria manifestazione e crescita.

Solo essendo disciplinati abbiamo la possibilità di conquistare la nostra libertà. Non una liberarsi da costrizioni e condizionamenti esterni ma una libertà positiva, una libertà di essere ciò che desideriamo.

8. Coltiva la presenza

Il mondo digitale è sempre più invasivo e le nostre vite sono sempre più onlife. Ripensare consapevolmente il nostro rapporto con la tecnologia e sviluppare una sana cultura digitale ci consente di migliorare il nostro benessere.

Il primo passo è selezionare con cura quelle attività online che creano reale valore nella nostra vita e sbarazzarci di tutto ciò che potenzialmente è inutile e che assorbe semplicemente il nostro tempo e la nostra attenzione.

Impariamo a custodire spazi vitali per noi stessi, per nutrire le relazioni, per stare in ascolto e alleniamo la nostra attenzione per mantenere stabilità, lucidità e presenza mentale.

 

“Il cambiamento è difficile all’inizio, incasinato nel mezzo e magnifico alla fine.” (R. Sharma)

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autore

Se vuoi costruire una nave, non devi per prima cosa affaticarti a chiamare la gente a raccogliere la legna e a preparare gli attrezzi; non distribuire i compiti, non organizzare il lavoro. Ma invece prima risveglia negli uomini la nostalgia del mare lontano e sconfinato ….” Saint-Euxupery